Campania: Regina della quarta gamma

28/06/2022
La Regione, particolarmente vocata all'orticoltura professionale, si รจ nel tempo specializzata nella coltivazione di insalate, sia per la vendita dei prodotti tal quali, sia per l'approvvigionamento della filiera di quarta gamma
Gli italiani sono grandi consumatori di insalate, disponibili queste sul mercato tramite una ricca molteplicità di forme. Stando a una ricerca di mercato commissionata da Bonduelle per l’anno 2019, basata su dati Nielsen, l’iceberg raccoglierebbe i maggiori favori dei consumatori nazionali con le sue circa 12mila tonnellate prodotte. Il secondo posto sul podio spetterebbe al lattughino verde con 9mila tonnellate, chiudendo con le quasi 8mila tonnellate di rucola. Secondo i dati condivisi dal Crea, Centro di ricerca Orticoltura e Florovivaismo, l’Italia sarebbe inoltre leader europeo anche per la produzione di ortaggi destinati alla filiera delle insalatine fresche e confezionate pronte al consumo, ovvero le baby leaf come rucola, lattughino, spinacino, valerianella e altre essenze. Queste vengono coltivate su una superficie che oscilla mediamente fra 4.000 e 5.000 ettari, con rese variabili anche significativamente in base al periodo di produzione e al tipo di coltura stessa con una media di circa 7000 kg per ettaro. Fra le zone più vocate in tal senso, spicca la Piana del Sele, in provincia di Salerno, principale distretto produttivo nel sud Italia per le insalatine da IV gamma. Per “quarta gamma” si intende quella filiera distributiva basata su verdure e altri prodotti ortofrutticoli che dopo la raccolta vengono sottoposti a trattamenti fisici poco invasivi e a lavaggi accurati atti a preservare la qualità, l’igiene e le proprietà nutrizionali del prodotto fresco. Il tutto, offrendo al consumatore la massima praticità e prontezza d’uso. Infine, a tale processo di sviluppo e consolidamento colturale italiano ha positivamente contribuito anche Il recente riconoscimento della denominazione IGP Rucola da parte dell’Unione Europea.

La realtà campana
Lattughe, indivia e cicoria dominano in pieno campo, mentre a giocare il ruolo del leone in serra sono appunto i prodotti di quarta gamma come rucola, lattughino e valerianella. In Campania vi sono alcune aree ad alto grado di specializzazione produttiva nel settore delle colture orticole, con l'80% circa delle coltivazioni ortive concentrate nelle province di Salerno, Caserta e Napoli, meritando menzione speciale per la coltivazione delle lattughe e delle insalate i comprensori del Casertano, della citata Piana del Sele, della pianura campana e dell’Agro Nocerino sarnese. In tali contesti, la coltivazione vocata alla quarta gamma rappresenta ormai più del 50% delle superfici dedicate alle orticole, con l’area salernitana in cui circa un terzo della superficie agricola totale è dedicata a tale tipologia merceologica.

Informazioni utili al consumatore
I prodotti ortofrutticoli vengono catalogati in cinque differenti “gamme”, in base a specifici requisiti cui rispondono i prodotti stessi.
  • Prima gamma: in questa categoria ricadono i prodotti freschi venduti interi, nel senso che dopo la raccolta non sono stati oggetto di alcun trattamento.
  • Seconda gamma: prodotti tipicamente venduti in vasi di vetro, oppure in barattoli di alluminio o altri contenitori, come per esempio i sottoli e i sottaceto. Tali prodotti, prima del confezionamento, vengono sottoposti a processi di pastorizzazione o sterilizzazione che ne prolungano la conservabilità a temperatura ambiente.
  • Terza gamma: comprende i prodotti ortofrutticoli commercializzati in forma surgelata o congelata, prestandosi quindi alla loro pratica conservazione nei freezer domestici.
  • Quarta gamma: prodotti freschi che vengono lavati e confezionati in imballaggi protettivi, pronti al consumo, con o senza tagli o altre lavorazioni.
  • Quinta gamma: quest’ultima accoglie tutti i prodotti cotti e successivamente confezionati sottovuoto o in atmosfera protettiva, a garanzia di una più prolungata conservabilità in frigorifero.