Difendi i tuoi campi dalla minaccia Cimice asiatica

24/04/2019
Scopri come e quando intervenire contro Halyomorpha halys

La diffusione

Halyomorpha halys è un insetto della famiglia Pentatomidae (ordine Rincoti), originario di Cina, Giappone e Taiwan.
A partire dal 1998 sono stati osservati i primi esemplari negli Stati Uniti, dove è stato accidentalmente introdotto, mentre in Italia il primo esemplare è stato rinvenuto in provincia di Modena nel settembre 2012.

Gli studi del Consorzio fitosanitario provinciale di Modena evidenziano che, a partire dal 2015, la presenza dell’insetto sia diventata ormai una costante da maggio a ottobre nelle coltivazioni del centro nord Italia

Ad oggi, si sono riscontrate delle prime infestazioni anche nel sud Italia.
 

I danni

Halyomorpha halys è una specie altamente invasiva e polifaga.

I primi danni alle colture in Italia sono stati registrati sui pescheti, attaccati da questo temibile parassita che ne ha ridotto notevolmente le produzioni.

Nashi e pero, soprattutto nelle ultime annate, hanno subito innumerevoli danni in tutti gli areali di produzione dell’Emilia-Romagna e del Piemonte, determinando una notevole percentuale di frutti deformi (in alcuni casi superiore al 50%) e, conseguentemente, un deprezzamento.

Meno misurabile invece è il danno su melo poiché può essere individuato solo in post raccolta e poiché molto spesso può essere confuso con danni da butteratura.

Su olivo la cimice punge la bacca danneggiandola e rendendola non commercializzabile per l’alimentazione umana. Ancora da chiarire i danni che potrebbe avere sulla qualità dell’olio, sia rispetto alle sue caratteristiche organolettiche sia riguardo alla presenza di eventuali cimici nel raccolto conferito al frantoio.

Su nocciolo il danno da Halyomorpha halys è il tipico ‘cimiciato’, ovvero l’alterazione a carico del seme che compromette la qualità del frutto. Gli adulti e le forme giovanili pungono le nocciole in accrescimento provocando danno. Sono gli stiletti dell’apparato boccale a raggiungere il tessuto spugnoso o il seme in formazione provocandone l’aborto traumatico.
Le punture delle cimici proseguono anche quando il guscio della nocciola è già indurito e all’interno il seme occupa interamente la cavita del frutto. La saliva che l’insetto inietta con la puntura rende alcuni semi immangiabili (sapore avariato) e comunque inutilizzabili dall’industria dolciaria.
 
Le erbacee più colpite sono sicuramente mais e soia.

A luglio, quando la cimice si trova nella sua seconda generazione, il mais di secondo raccolto è nel suo stadio più suscettibile durante la fase di formazione della spiga (si trova ancora nella guaina). In questo periodo la cimice punge le cariossidi, causandone deprezzamento (le cariossidi mature avranno delle macchie), in alcuni casi incurvamento della stessa spiga e a seguito si possono sviluppare delle infezioni fungine.

Ugualmente la soia è stata attaccata dal temibile parassita, soprattutto durante la fase di maggior suscettibilità della coltura alla puntura da cimice, ovvero da fine fioritura alla formazione e completamento del seme.

Halyomorpha halys, a causa della sua elevata polifagia, attacca anche ornamentali e forestali che diventano serbatoio per le successive infestazioni delle colture agricole.
 
Proprio per questo è fondamentale impiegare strategie di contenimento adeguate per questo insetto.
 

Le soluzioni

Fra le tecniche agronomiche per la difesa delle colture frutticole, in primis il pero, sono caldeggiate le reti, le quali impediscono all’insetto di raggiungere le chiome degli alberi.

Un limite oggettivo è che se le maglie non sono abbastanza strette, oppure la stesura non è perfetta, le cimici passano lo stesso. Inoltre, come tutte le reti, anche queste comportano riduzioni dell’irraggiamento luminoso e un certo ristagno dell’umidità, specialmente dopo le piogge.

Il controllo di Halyomorpha halys deve però prevedere una strategia con più azioni: è necessario mettere in campo tutte le possibilità a disposizione partendo dal monitoraggio, al fine di evidenziare il momento giusto per trattare.
 
Tramite le nuove trappole a feromoni tipo Pherocon STYCKY TRAP CIMICI

Le STICKY TRAP CIMICI consentono all’agricoltore un monitoraggio tempestivo delle cimici grazie all’alto potere attrattivo dei feromoni di aggregazione i quali garantiscono catture costanti nel tempo, mediante il loro graduale e prolungato rilascio nel tempo.

POSIZIONAMENTO DELLE TRAPPOLE SU ALBERI E ARBUSTI

Fissare la trappola con i laccetti in dotazione a stretto contatto con i rami o il tronco per facilitare la cattura specialmente delle forme giovanili. Le trappole devono essere ben esposte e non coperte dalla vegetazione per facilitare la diffusione del feromone. Posizionare la trappola a 1,5 metri dal suolo e in posizione orizzontale.
 


POSIZIONAMENTO DELLE TRAPPOLE SU PIANTE ERBACEE ED ESTENSIVE

È consigliabile installare la trappola su un tutore, fissandola tramite i laccetti e disponendola in posizione orizzontale. Posizionare la trappola ad 1 metro dal suolo e in prossimità dell’area che si intende monitorare.



MODALITÀ DI UTILIZZO
• Si consiglia di posizionare almeno 3-4 trappole per azienda (non per ettaro) a partire da metà marzo/inizio aprile;

• In ragione del comportamento della cimice asiatica, è consigliabile posizionare il monitoraggio nelle aree più favorevoli all’ingresso e allo sviluppo dell’insetto, segnatamente nelle zone perimetrali della coltura, in prossimità di edifici e/o siepi;

• Posizionare le trappole ad una distanza di 20-30 metri l’una dall’altra;

• Posizionare le trappole su piante gradite alla cimice, possibilmente con frutti, avendo cura di mantenerle soprattutto ad inizio stagione entro 20-30 metri da un edificio;

• È opportuno segnalare che elevate popolazioni di Halyomorpha halys possono aumentare i danni attorno alle trappole poste nei frutteti;

• Sostituire i feromoni e i pannelli adesivi come da indicazioni (vedi kit per unità di vendita e durata);

AVVERTENZE
Ai fini del successo del monitoraggio è fondamentale il posizionamento della trappola. È necessario riposizionare le trappole se le catture risultano essere scarse o nulle.
Mantenere i feromoni in luogo fresco e asciutto.

I trattamenti fitosanitari sono necessari, ma con estrema cautela.

I prodotti comunemente utilizzabili possono squilibrare infatti le popolazioni di insetti utili, anche perché di solito la Cimice è sensibile a molecole abbattenti ad ampio spettro, come ad esempio i piretroidi o gli esteri fosforici.

Uno fra gli approcci più consigliati è infatti quello di trattare solo i bordi dei campi coltivati, come per esempio accade su soia, cercando poi nel corso della primavera di applicare insetticidi che possano controllare al contempo la Cimice e altre avversità entomologiche che comunque richiederebbero dei trattamenti, come carpocapsa, cidia, cocciniglie, afidi, psille e minatori fogliari.


Sipcam Italia offre un catalogo robusto e strutturato, nel quale spiccano formulati fra loro diversi e altamente complementari, come EPIK SL, TREBON UP e RUNNER LO, a base di clorpirifos metile.

L’utilizzo di tali insetticidi, sempre raccomandato dopo verifica tramite le apposite STIKY TRAP attivate con feromoni, consente infatti di controllare la Cimice asiatica posizionando i trattamenti in corrispondenza degli attacchi di altri fitofagi e fitomizi che affliggono contemporaneamente le medesime colture, massimizzando in tal modo l’efficacia complessiva senza appesantire i programmi di difesa insetticida.

I PRODOTTI SIPCAM ITALIA IN SINTESI
 
 EPIK SL  insetticida sistemico a base di acetamiprid, possiede elevata attività specifica su Afidi, Cocciniglie, Scafoideo e Cicaline, Tentredini e Ditteri, Mosca della frutta e Drosofila. È anche molto efficace su Cimici e Miridi. Presenta un basso impatto verso l’entomofauna utile, in particolare nei confronti della superfamiglia degli apoidei, degli antocoridi su pero e dei fitoseidi.

TREBON UP leader per efficacia, sicurezza e polivalenza, è a base di etofenprox, molecola insetticida attiva per contatto ed ingestione. Da anni rappresenta il prodotto ideale per la protezione finale del raccolto, proprio grazie al suo ampio spettro d’azione e al ridotto intervallo di sicurezza. Controlla efficacemente tutti gli stadi di Halyomorpha halys, la generazione carpofaga di Cydia molesta, Anarsia ed Euzophera bigella, i tripidi estivi, miridi e metcalfa ed, infine, Ceratitis capitata sempre più presente negli ultimi anni anche al Nord.

RUNNER LO è la nuova formulazione di clorpirifos metile che ne riduce significativamente l’odore in fase di applicazione. Come RUNNER LO rappresenta il prodotto abbattente ideale e si inserisce nella strategia complessiva di difesa dei fruttiferi, grazie alla sua efficacia nei riguardi di Quadraspidioto, Carpocapsa e Miridi