I parassiti della soia

16/05/2019
Scopri come proteggere la tua coltura

LA CIMICE ASIATICA

Halyomorpha halys è un insetto originario del sud est asiatico che si è reso responsabile di arrecare gravi danni alle colture agrarie del territorio italiano già a partire dal 2015.

Questo particolare pentatomide possiede elevata mobilità ed è in fase di forte espansione territoriale in tutto il centro nord Italia.

Nel corso delle ultime campagne ha raggiunto gli areali coltivati a soia, dove sono stati segnalati anche ingenti danni.

Dalle esperienze sperimentali condotte in collaborazione con l’Università degli Studi di Udine, è stata ripetutamente notata una ritardata senescenza delle piante di soia nel testimone non trattato, assimilabile alla sindrome dello stelo verde.

                    
 

COME VALUTARE LA PRESENZA DI CIMICE ASIATICA?

Il monitoraggio della cimice asiatica è la prima cosa da fare. Sipcam Italia consiglia l’utilizzo delle trappole a feromoni di aggregazione PHEROCON STICKY TRAP CIMICI da impiegare seguendo lo schema:

                                           
 

POSIZIONAMENTO DELLE TRAPPOLE SU SOIA


È consigliabile installare la trappola su un tutore, fissandola tramite i laccetti e disponendola in posizione orizzontale. Posizionare la trappola ad almeno 1 metro dal suolo ed in prossimità dell’area che si intende monitorare:
 
                                           


In caso di presenza del parassita, effettuare trattamenti insetticidi, intervenendo nelle fasi in cui la soia risulta essere maggiormente suscettibile, ovvero dalla formazione del baccello al completamento del seme.

Sin dai primi approcci scientifici di Sipcam Italia condotti in collaborazione con l’Università di Udine sul comportamento dell’insetto, sembra che essa si posizioni in prevalenza sulla porzione medio-apicale della pianta preferendo la pagina superiore delle foglie durante le ore più fresche della giornata, periodo in cui è consigliabile intervenire con:

EPIK SL (in presenza di Decreto di Estensione di Impiego per Situazione di Emergenza Fitosanitaria)
oppure con 
SPARVIERO alla dose di 150 ml/ha

 

RAGNETTO ROSSO E GIALLO


Il ragnetto rosso (Tetranychus urticae) e il ragnetto giallo (Panonychus spp., Eotetranychus spp.) sono tra i più pericolosi fitofagi della soia. Questi acari polifagi attaccano generalmente tale leguminosa, ai margini degli appezzamenti, in prossimità di capezzagne e fossi aziendali.

Gli attacchi sono frequenti in estate (già a partire da giugno), favoriti infatti da elevate temperature e da scarsa piovosità.

I danni più evidenti si notano sui lembi fogliari che mostrano dapprima piccole macchie decolorate che evolvono, col protrarsi dell’attacco, fino a piene necrotizzazioni. I ragnetti infestano la pagina inferiore della foglia e, certe volte, anche i baccelli.

Danni rappresentati da intense depigmentazioni delle pagine fogliari, causano disseccamenti con cadute anche precoci. In pieno campo questo fitofago è in grado di compiere 8-12 generazioni ogni anno.

Intervenire alla comparsa delle prime forme mobili di acari con MATACAR FL, alla dose di 200-260 ml/ha