L'oro rosso della Sicilia

14/06/2022
Il pomodoro da mensa, declinato nelle sue molteplici varietà, trova in Sicilia una terra vocata alla sua coltivazione in ambiente protetto, fornendo prodotti di alta qualità organolettica

Dire “pomodoro da mensa” è una parziale semplificazione, date le molteplici varietà che ricadono sotto questa macro-categoria. Soprattutto negli ultimi decenni si sono infatti sviluppate tipologie atte a rispondere a specifiche richieste del mercato, arricchendo il ventaglio di scelta anche per i produttori. Si va dal cuore di bue al tondo liscio, ma anche dal datterino al ciliegino fino al Piccadilly, questi ultimi tre di estrema praticità in cucina e dalla piacevole croccantezza. Con i suoi tremila ettari coltivati, su un totale nazionale di circa 25mila, la Sicilia è in tal senso capofila in Italia per il pomodoro da mensa, ponendosi in vetta alla classifica anche per le produzioni in tonnellate, intorno queste alle 120mila annue. In special modo le aree del Ragusano, come quella di Vittoria, sono quelle in cui si è raggiunta la maggior specializzazione colturale, beneficiando di eccellenti condizioni pedoclimatiche dovute in parte alla vicinanza al mare. Quasi un terzo del pomodoro da mensa siciliano viene peraltro coltivato “fuori suolo”, con sensibili vantaggi gestionali a favore dei produttori. Tale approccio produttivo si basa sull’impiego di un substrato solido, parte integrante dell’impianto artificiale avulso da terra. Grazie ad esso le piante contano comunque su un efficiente supporto fisico tramite il quale risulta particolarmente agevole regolare i flussi irrigui, come pure l’erogazione di fertilizzanti idrosolubili. Anche la difesa fitosanitaria diviene parzialmente semplificata, motivo per il quale la tecnica del “fuori suolo” sta prendendo piede anche in altre colture orticole di pregio. Grazie alla crescita tecnica dell’intero comparto, in Sicilia si è riusciti a ottenere produzioni lungo tutto il corso dell’anno, potendo in tal modo soddisfare le richieste del mercato, da tempo sono avulse dai naturali ritmi stagionali delle colture. Infine, sebbene sia penalizzata da elevati costi di trasporto, patendo dello status di isola, la Sicilia riesce comunque a risultare competitiva sui mercati grazie al minuzioso lavoro di selezione delle varietà più pregiate, compensando quindi con gli alti livelli qualitativi l’incidenza dei costi.


Italia: golosa di pomodoro
Con un consumo pro-capite che sfiora i venti chili a testa, il Belpaese si pone in vetta ai consumi europei di pomodoro da mensa. Di concerto, l’Italia è anche sul podio dei produttori del Vecchio Continente e nella Top Ten dei produttori mondiali. Con una produzione complessiva che si posiziona intorno al milione di tonnellate, l’Italia riesce a garantire sempre un’elevata qualità dei prodotti offerti al mercato, adeguatamente diversificati in base alle molteplici richieste dei consumatori.