Toscana: cuore del florovivaismo italiano

05/09/2022
L'area di Pistoia e della Valle dell'Ombrone sono territori particolarmente vocati sia alle produzioni di piante ornamentali e floreali, sia alle attività vivaistiche ad esse collegate
Ciclamini, crisantemi, rose, margherite, Poinsettia e le molteplici varietà di pelargonio, altrimenti noti come gerani. Un elenco che potrebbe continuare a lungo, dal momento che le piante ornamentali e floreali coltivate in Italia sono centinaia e ogni anno nuove varietà si affacciano al mercato. In termini di volumi economici generati su scala nazionale, questo settore rappresenta circa il 5% del totale agricolo. Un business di primaria importanza che viene dato in ripresa nel biennio 2021-2022 dopo la flessione del 13% registratasi nel 2020 causa pandemia.

La Toscana è la prima regione d’Italia per la produzione di fiori e piante ornamentali che nella regione centro-italiana rappresentano il 30% della produzione lorda vendibile agricola. A livello di superfici in Toscana si coltivano 6.500 ettari, pari a circa l'1% della Sau regionale, un dato che purtroppo si mostra in calo rispetto ai 7.500 ettari del biennio 2010-2011. Ciò nonostante il florovivaismo toscano vale oggi quasi 900 milioni di euro, vedendo impegnate oltre 3.300 imprese florovivaistiche molte delle quali svolgono attività sia di tipo vivaistico, sia di produzione diretta.

Una storia che parte dal lontano
Il mercato delle piante ornamentali e floreali ha mostrato un forte sviluppo in Toscana già a partire dagli anni ’70, soprattutto in Provincia di Pistoia. Non a caso, un solido riferimento commerciale per il settore è infatti il Mercato dei fiori della Toscana di Pescia, il quale rappresenta anche un punto logistico fondamentale per il fiore reciso e per le piante stagionali in vaso fiorite. Ciò è la logica evoluzione di una floricoltura e di un vivaismo nati negli orti delle fattorie pesciatine di 150 anni fa, epoca nella quale perfino dentro le mura di Pistoia si producevano le piante da frutto necessarie a soddisfare il crescente bisogno di frutta fresca delle città.

Per tali ragioni, la Toscana rappresenta oggi un territorio unico quanto a eterogeneità e qualità dei prodotti, trovandovisi anche fiori e piante originarie di molteplici zone del mondo, incluse quelle tropicali coltivate in ambiente protetto.

L’importanza del clima e del terreno
La forte vocazione locale per le piante floreali e ornamentali poggia anche su un clima particolarmente favorevole, mitigato dall’influenza del Mar Tirreno e protetto dall’Appennino dai venti freddi del Nord. Anche il terreno appare ideale dal punto di vista agronomico. Tali condizioni ottimali si rinvengono proprio nell’area pistoiese estendendosi poi nella Valle dell’Ombrone, caratterizzata questa da terra di origine alluvionale ad alta fertilità grazie alla sedimentazione di particelle terrose di origine eterogenea.

La ricerca dell’eccellenza
La perfezione estetica richiesta dal mercato dei fiori e delle piante ornamentali richiede attente cure agronomiche, sia per quanto riguarda la nutrizione, sia per la difesa dalle avversità. Malattie come botrite, oidio o antracnosi sono infatti particolarmente pericolose in fase di produzione, poiché i loro danni rendono invendibili intere partite di prodotti. Analogamente, anche le aggressioni di acari e insetti danneggiano foglie e fiori al punto da non permetterne più la commercializzazione. Per tali ragioni ogni azienda professionale conta sulla presenza di agronomi qualificati che ne seguano i programmi di difesa, al fine di minimizzare i danni e di massimizzare la qualità dei raccolti finali.